Albignasego: cenni di storia e varia umanità

 (a cura del prof. Giovanni Vitulo)

 

Il paese di Albignasego, con i suoi 23.400 abitanti (al 31/12/2010), risulta essere il secondo comune, per popolazione, della Provincia di Padova di cui è anche limitrofo a sud dei confini dell’area metropolitana, mentre dista pochi chilometri dalla rinomata area termale di Abano e dei Colli Euganei.

 

Breve storia: ritrovamenti nel territorio di Albignasego di reperti che variano dal Neolitico all’Età del Ferro all’epoca Romana, pur non in quantità elevata, evidenziano come il nostro territorio sia sempre stato abitato da piccole comunità dedite alla caccia, all’allevamento e di conseguenza all’agricoltura di sostentamento.

 

Rimane il vuoto per quanto riguarda il periodo compreso tra l’epoca romana, la caduta dell’impero e le invasioni barbariche, ma dalla fine di queste, cominciamo a trovare nuovi segni della nostra storia, che, anche se in parte cambiate a causa del tempo e dell’uomo, vediamo ancor oggi.

 

Esse sono: la chiesa di S. Tommaso Apostolo, presente già nel 918 d.c., restaurata nel 1455, abbellita con pregevoli affreschi nel 1545, alterata e snaturata nell’Ottocento, oggi la si vede impoverita di quasi la totalità degli affreschi originali.

La chiesa di S. Andrea Apostolo di Lion, presente nel 1297, rimaneggiata il 1684 e nel 1732 quando prende, con l’ampliamento, l’attuale veste Veneto-Barocca.

La chiesa di S. Stefano di Carpanedo, presente nel 1297, sarà parrocchia nel 1559, ma tra il 1618 e il 1903 viene trasformata in modo così radicale da essere oggi irriconoscibile.

La chiesa di S. Giacomo Maggiore, nella contrada omonima, risale al 1363 e fino ad oggi è rimasta praticamente intatta anche nel 1960, a causa della piccolezza dell’edificio, viene chiusa ed adibita ad altri usi.

L’oratorio di S. Maria Annunziata, all’origine annesso alla villa della famiglia Ferri.nel 1714 e miracolosamente sopravvissuto alla demolizione di tutta la villa nel 1924; oggi ancora in uso è chiamata dalla popolazione la “Chiesetta dei Ferri”.

 

Albignasego però è anche unione di piccoli nuclei autosufficienti detti “contrade”, ognuna segnata dal suo “edifico padronale”. Ricordiamo quelli rimasti maggiormente integri e a tutt’oggi ancora ben visibili.

Essi sono: la villa dei Conti S. Bonifacio a Mandriola, sorta nella prima metà del ‘700, di cui mantiene le caratteristiche architettoniche ed il fascino stilistico incontaminato.

La villa Lion nell’omonima contrada, edificata verso la fine del 1600, è un bell’esempio di architettura cinquecentesca e seicentesca accostati in maniera elegante e sobria.

La villa Obizzi in centro al paese, diventata simbolo per tutta la cittadinanza, di impianto rinascimentale ma alterato da pesanti interventi architettonici e stilistici avvenuti nell’Ottocento, passato di mano dagli Obizzi ai Da Porcia ai Salom per finire di proprietà dell’Amministrazione Comunale nel 1903.

 

Ma Albignasego non è solo chiese e palazzi o ville padronali, è anche agricoltura, lavoro nei campi, con il quale l’uomo ha piegato la natura per millenni per soddisfare le esigenze vitali, un’agricoltura ricca e varia, molto spesso specializzata e professionale tanto da ottenere prodotti di buon livello e qualità; nel corso dei secoli alcune produzioni si sono valorizzate come il mais, altre sono entrate da poco imposte da esigenze produttive come barbabietole e soia mentre altre sono scomparse come il riso.

Si portebbe andare avanti molto e molto di più, ma questo è solo un assaggio: ora che avete un’idea su di noi venite a trovarci: vi aspettiamo!!!